martedì, 06 marzo 2007

07.03.07 - Giuseppe Signorin/"Appartamenti" ...

Scusandomi per il ritardo, mi permetto di segnalare in volata un appuntamento imperdibile per domani.

L'appuntamento riguarda la presentazione del libro "Appartamenti" di Giuseppe Signorin: si tratta di un'occasione unica per conoscere l'artista e vedere anche delle sue realizzazioni dal vivo.

appartamenti7 marzo 2007   Per ulteriori informazioni, www.giuseppesignorin.com

Antonella - M0m0bl0g

property of M0M0bL0G
22:27 / p-link / / commenti

mercoledì, 28 febbraio 2007

Tutto è competizione. ...

Ho deciso di utilizzare un registro piu' familiare in questo post: piccoli aficionados di M0m0bl0g, la vs. Antonella vi sta per presentare un pezzo del suo cuore; perchè sì, è giusto presentare tutta l'Arte...ma è altrettanto giusto avere e manifestare le proprie preferenze.

E allora eccomi qua, col MIO Ben.

11 Febbraio 2006: alla Galleria Soave di Alessandria, viene presentata la mostra "Io dubito sempre", una rassegna di opere concettuali ad opera di Ben Vautier, noto artista engagé nell'ambito di Fluxus, del Nouveau Réalisme e che resiste, anche ai giorni nostri, grazie all'incessante lavoro alla ricerca dell'utopistica idea dell'Arte Totale.
Controllavo, seppur da lontano, l'opera di Vautier da diversi anni: non potevo proprio lasciarmi fuggire l'occasione di presentarmi al vernissage della sua mostra, dove lui avrebbe presenziato!!!

22 Febbraio 2007: in occasione del vernissage della Galleria JZ art trading(di J. Zebina, il calciatore, ndr), viene organizzata una mostra dedicata proprio a Ben Vautier, dal titolo (che evoca un fil rouge con la tematica dello sport) "Tutto è competizione".
Inutile dire che io ero lì, in prima fila, a sgomitare tra calciatori, vallette, modelle e finti amanti d'arte...per vedere il MIO Ben.
E Lui, il MIO Ben, non mi ha delusa neppure stavolta.

Innanzitutto, la galleria sorge nell'antico cuore dell'arte milanese, il quartiere di Brera.
La cosa particolare, che ha colpito così tanto l'artista niçois da accettare su due piedi una mostra monografica, è la location: si tratta della casa natale di Piero Manzoni, artista e performer legato proprio alla poetica di Vautier.

E' bello, credetemi, assistere ad un vernissage di una mostra su Vautier; lui, sempre presente, ama il suo pubblico, e non fa altro che cercare un rapporto con esso.
Su un piccolo podio, Vautier ha decretato -tra una battuta e l'altra- il suo amore per la competizione, vista come sano gioco tra pari (che ne dite, possiamo imparare la lezione?!).

Consiglio a tutti di visitare la mostra: anche se Ben non sarà piu' presente fisicamente nella galleria, l'atmosfera risulterà comunque pregna della sua poetica, delle sue risate, delle sue riflessioni e dei suoi occhi, sempre attenti al mondo che lo circonda.

"BEN VAUTIER - TUTTO E' COMPETIZIONE"  - dal 22.02.'07 al 30.03.'07
JZ Art Trading, galleria d'arte moderna e contemporanea
via Fiori Chiari, 16 - Milano
http://www.jzart.it/

Se avete del fegato e una buona vista, visitate il sito ufficiale di Ben, aggiornato costantemente da lui (e aggiungerei: si nota): http://www.ben-vautier.com/

Antonella - M0m0bl0g

property of M0M0bL0G
20:30 / p-link / artemide / commenti (2)

domenica, 11 febbraio 2007

Henry Cartier-Bresson: Di chi si tratta? ...

Per la seconda volta dalla sua apertura, M0m0bl0g accoglie la visita di un'esterna: la
nostra Chiara, appassionata di fotografia, ci offre una gustosa presentazione del
celeberrimo fotografo contemporaneo.
Colgo l'occasione per ricordare a tutti i visitatori dell'ombra dell'Arcadia di inviare
recensioni su mostre, annunci su novità e curiosità dell'art system, cinema, letteratura...e
tutto quello ciò che può essere considerato Arte!

Antonella - M0m0bl0g

A questa difficile domanda cerca di rispondere la mostra in corso al Forma Foto di Milano.
Una retrospettiva grande e completa, nella quale troviamo fotografie pubbliche e private di Cartier-Bresson, stampe d'epoca, scritti e disegni, organizzata dalla fondazione HBC in collaborazione con l'agenzia Contrasto, che cerca di dare un'immagine a 360° di uno dei più famosi reporter della storia della fotografia.
Come dice Richard Avedon al Charlie Rose Show 

http://video.google.com/videoplay?docid=-4074157481455007235&q=photographer+type:sv_charlierose

ciò che stupisce di questo fotografo è certamente la qualità della singola foto, ma anche e soprattutto che questa qualità si dipani in un racconto per immagini che copre tutti i principali avvenimenti del ventesimo secolo. Animato dal suo istinto e dalla sua esperienza, egli era in grado di stare al passo con i movimenti della storia: dalla nuova Cina di Mao all'India di Ghandi passando per l'Inghilterra di Giorgio VI, lui era li, con la sua inseparabile Leica.
Ma l'artista Cartier Bresson non nasce con la fotografia, bensì con il disegno, le cui lezioni da bambino anelava forse più dei momenti di gioco. Disegno, dunque, che riempie e irradia la fotografia, la quale si trasforma in un "disegno accelerato" frutto d'intuizione (quella per il momento decisivo) e di una conoscenza dell'immagine basata sui suoi studi artistici, che si mescola con la sua voglia di avventura e con la sua profonda voglia di conoscere se stesso e il mondo. Un artista a tutto tondo insomma, che ha unito i fondamenti di due arti (non dimenticando anche alcune incursioni in ambito cinematografico) creando un stile nuovo, un nuovo modo di fare fotografia che ha trasformato dalla vocazione artistica pittorica in una delle pietre miliari della fotografia moderna: come dice Avedon, "Siamo tutti figli di Cartier-Bresson."
 
Henry Cartier-Bresson: Di chi si tratta?
Forma Foto, Piazza Tito Lucrezio Caro 1 , 20136 Milano
30 Novembre 2006 - 25 Marzo 2007
http://www.formafoto.it"

Chiara

property of fabryluvskaos
15:24 / p-link / artefotografica / commenti

martedì, 26 dicembre 2006

I'm here, but Nothing ...

Come avevo anticipato qualche mesetto fa, sono finalmente riuscita a visitare la splendida mostra di Yayoi Kusama a Modena.
E' stata un'esperienza davvero unica: il viaggetto Milano-Modena e qualche oretta sulle spalle...beh, non sono state di certo un ostacolo di fronte al mondo onirico di Yayoi. 

Prima di tutto la location: la Galleria Civica di Modena offre, oltre ad un bel contesto e al biglietto -gratuito- con cui si possono visitare diverse mostre in città, un panorama perfetto per il connubio tra antico e moderno.

Le opere della Kusama sono quanto di piu' fantasioso possa esserci, per ora, in circolazione. Arte, cinema, performance,avanguardia e una sana dose del mondo di "Alice nel paese delle meraviglie" vengono racchiusi in poche stanze installate ad hoc dalla celeberrima artista.

Entrando, lo spettatore si ritrova nell'oscurità e nel silenzio della stanza principale -due elementi fondamentali, insieme al tipico "ooooooh" di stupore, nelle opere in esposizione- dove, al centro, si trova una lunga scala fatta di tubi al neon che cambiano di colore con il passare dei secondi. Nelle estremità della "scala" verticale si trovano due specchi, in modo tale da rendere questo gioco...infinito.

Volete un altro esempio?
Parliamo di una delle due stanze-installazioni.
In "I'm here, but Nothing" una tipica stanza anni '70, immersa nel buio, viene illuminata da piccoli pois diImHere,butNothing mille colori fluorescenti che si illuminano grazie alle lampade di Wood (quelle lampade viola che si usano per controllare varie modifiche nelle opere o, molto piu' "burninamente" nelle discoteche perchè tutto il bianco risulti in realtà di un viola acceso) poste lungo tutto il perimetro.

Non potrei spiegare di piu'.
Quella piccola mostra in realtà, oltre a ricordare vagamente un trip bohémien, ricorda anche una buona pellicola: per quale motivo dovrei raccontarvi un finale?!
Approfittate delle vacanze natalizie per fare una gita fuoriporta!

Antonella - M0m0bl0g

N.d.A: purtroppo il sito ufficiale della Galleria Civica di Modena (http://www.comune.modena.it/galleria/2006/kusama/opere.html) non offre le immagini delle stesse opere presenti in mostra, ma solo alcune molto simili, risalenti ad altre installazioni. Qui accanto trovate l'immagine che, nel 2000, ha ripreso "I'm here but Nothing" di cui parlavo poco sopra.

property of M0M0bL0G
22:58 / p-link / artemisia / commenti (1)

domenica, 03 dicembre 2006

Una piccola perla in stop motion ...

Nella mia frenetica stesura della tesi, ho dovuto imbattermi in alcune perle cinematografiche che non potevano essere certamente tralasciate. Così, nella mia iperattività tra caffè e sigarette, ho deciso di concedermi una piccola siesta e parlarvi di un cortometraggio in stop motion firmato Tim Burton. Il suo primo, gotico ed essenziale cortometraggio, molto poco conosciuto a causa della cattiva fama derivante dalla Disney. Già, perchè il caro vecchio colosso, che in qualche modo ha battezzato il talento di Burton, ha sempre tenuto a debita distanza questo progetto, relegandolo a festival alternativi, lontani dal suo mondo incantato e confettoso. Perchè la Disney non ha mai potuto digerire lo stile alternativo di Burton, questa sua visione così disincantata e pessimistica della vita. Vincent è un progetto molto caro a Burton, soprattutto perchè si ricollega in modo molto intrinseco alla propria infanzia. Il protagonista è Vincent Malloy, un ragazzino di 7 anni che vorrebbe somigliare a Vincent Price (magister vitae dello stesso Tim, nonchè voce narrante del cortometraggio), un bambino molto lontano dall'immaginario del ragazzino perfetto e talentuoso tipicamente disneyano. Un'atmosfera cupa e pesante si respira dall'inizio alla fine del corto, raccontato rigorosamente in rima, quasi si trattasse di un frammento di un racconto di Allan Poe (non a caso, alla fine del corto, viene recitato un brano de Il corvo). Vincent è Burton. Fisicamente, mentalmente, psicologicamente. Un bambino costretto a vivere soffocato dalla filosofia dell'American dream, dove i bambini devono essere sorridenti, bravi e allegri. Devono conformarsi ai loro coetanei. Devono uscire a giocare. Devono. Una vita fatta di must, nascosti in un'eterna apparenza, dove il vicino non ha mai l'erba più verde della tua. Semplicemente perchè la sua erba deve essere uguale alla tua.
Burton è portatore di questa critica. Vincent è stata la sua prima forma di ribellione, poi è arrivato il resto.
Ma di tutto ciò parleremo un'altra volta. Per adesso, gustatevi il filmato (ricercato in lingua originale, proprio perchè era fondamentale la lettura in rima di Vincent Price). Riflessioni, prego.


Vincent
Caricato da Chtikanard
Fabrizia - M0m0Blog

property of fabryluvskaos
22:34 / p-link / arte in celluloide / commenti (3)

sabato, 02 dicembre 2006

Joe Rivetto e la moda ...

Spopola tra i giovani a cui è arrivato con mezzi di comunicazione alternativi: fumetti, cartoline, gadget di ogni genere. Il passaparola su internet (www.joerivetto.com) l'ha fatto diventare un must per ragazzi joerivettoalternativi e non.
Ora Joe Rivetto, il noto stilista italo-americano, si dedica anche all'arte. 'Dalla pop art ai giorni nostri: viaggio nell'universo creativo rivettiano'.
Questo il titolo dell'esposizione in programma fino al 31 dicembre al teatro Puccini di Firenze che vedrà in mostra il talento pittorico dello stilista.

Quadri, colori e ironia sono gli elementi base della Joe Rivetto Exposition. Un evento artistico esclusivo, frizzante e colorato in pieno stile Joe Rivetto.

Infatti, sulla linea di abbigliamento spunta sempre lui: capigliatura folta, basettoni, ray-ban e, naturalmente, quell'immancabile sorriso ironico celato sotto il baffetto sottile. Un volto presente sui gadget come sui capi, e tra poco, grazie alla collaborazione tra la casa di moda marchigiana e l'agenzia Wake Up di Barletta, anche in tv, sui giornali, sui manifesti e alla radio, con l'intenzione di diffondere la Rivetto-mania. Un concetto moda fatto di ironia, arte, comunicazione e spettacolo.

Anche questo è comunicazione...meno aggressiva magari, con aspettative di resa a lungo termine. In realtà la cosa che più temo è che questo "buttarsi nel mondo dell'arte" non sia altro che una trovata per promuovere la linea di abbigliamento. Ma credo sia il giusto prezzo da pagare: Se l' arte di Warhol e Haring è andata a finire sulle magliette, sulle tazze e sulle borse, Joe Rivetto ha rovesciato tutto e partendo dalle magliette è arrivato all'arte.
Strano ribaltamento no???
Fabiana
Un ringraziamento particolare a Fabiana per aver collaborato con M0m0bl0g!

property of M0M0bL0G
13:30 / p-link / / commenti

sabato, 02 dicembre 2006

Babyshambles @ Subway Gallery ...

Dopo un primo approccio con il mondo dell'arte, avvenuto la scorsa primavera con la messa in commercio di alcuni suoi dipinti realizzati con il suo stesso sangue, Pete Doherty decide di riprovarci. Con l'arte.

Nasce così l'ultimo video dei Babyshambles, girato presso la Subway Gallery di Londra, un ex mezzanino di un passaggio pedonale.

Il risultato? www.youtube.com/watch?v=1WGzqpbldac&NR

Per maggiori info (dura da dire, vista l'essenzialità del sito) sulla Subway Gallery: www.subwaygallery.com

Antonella - M0m0bl0g

property of M0M0bL0G
11:36 / p-link / / commenti

giovedì, 30 novembre 2006

Marina Abramovic a Milano ...

Notizia lampo che mi è giunta all'orecchio solo ieri: Marina Abramovic sarà presente, domani, alla Galleria Illy in zona Brera, a Milano (ore 19:00).
I suoi studenti eseguiranno una performance diretti proprio dalla bodyartista di origine balcanica.

E' necessaria la prenotazione sul sito internet del locale; per ulteriori informazioni: http://www.galleriailly.com/index.php?page=eventi

Antonella - M0m0bl0g

property of M0M0bL0G
22:49 / p-link / / commenti (1)

domenica, 19 novembre 2006

The Jean Michel Basquiat Show ...

Sono consapevole del rischio che corro scrivendo questo post.
Rischio perchè si tratta di un artista che è stato reso molto popolare grazie alle sue amicizie e ai suoi scandali e che è stato, da non molti anni, ripreso dai modaioli del settore artistico.

Vi parlo di questa retrospettiva realizzata nel Palazzo della Triennale, a Milano.
Posto che non amo l'organizzazione della Triennale (lo spazio espositivo è geniale, ma vogliamo parlare delle piccole e grandi pecche, tra cui la disposizione delle sale, le incompiutezze, il "corridoio" dei monitor, talmente piccolo da essere sempre sovraffolato e, non da ultimo, i prezzi incredibili dei biglietti?), non ho amato la mostra. Anzi, vi dirò di piu': non vedevo l'ora che terminasse e tutto ciò è piuttosto particolare. Particolare perchè guardo sempre con molta attenzione anche le esposizioni che non sono propriamente di mio gradimento (mi viene in mente "Botero" dalla Galleria Tega di Milano) e perchè non capita mai di essere davvero "annoiata" da una mostra.

Forse la Triennale sta sfruttando un po' troppo il grande successo delle passate retrospettive, o forse non concepisco proprio per nulla quello che viene definito "il genio" di Basquiat.
Si tratta sicuramente di un'arte molto "personale" e "soggettiva", e forse è proprio per questo che mi avvalgo della "facoltà di giudizio".

Antonella - M0m0bl0g

property of M0M0bL0G
14:19 / p-link / / commenti (2)

giovedì, 09 novembre 2006

Io dico che la Peggy aveva fatto l'affare. ...

Sì, sono stata a lungo lontano da questo blog, ma la realtà è che volevo tornare con tutta una relazione su alcune mostre (è stata solo rimandata, presto arriva!). Ragazzi, date un'occhiata alle mostre sul quadrato scorrevole alla vostra dx: ci sono delle cosine davvero mooooolto interessanti.

Mi soffermerei, per ora, sul mercato dell'arte e sul nuovo top lot: si tratta della tela creata con la tecnica del dripping (sgocciolamento) denominata N.5 dell'americano Jackson Pollock (1948).
Dimentichiamo, quindi, il record sconvolgente dell'Adele Bloch-Bauer di Klimt, costato 135 milioni di dollari. Dimentichiamo pure il rischio di un altro papabile top lot, ovvero Le Reve di Picasso (ah, piccola parentesi: una pacca sulla spalla a Steve Wynn, il magnate dei casino di Las Vegas che, con una gomitata ha squarciato la celeberrima tela, poco prima di venderla a Lui, il mio preferito: Cohen) che avrebbe raggiunto i 139 milioni di dollari.

Avete mai sentito parlare di Peggy Guggenheim? Non vi sovviene il nome? Beh, il cognome forse è piu' noto.
Come ogni cara ragazza - non piu' ragazza di una famiglia perbene, amava scovare nuovi talenti e, proprio negli anni 40, aveva scovato quest'artista burbero di nome Pollock, su cui nessuno avrebbe puntato 5 lire.
Risultato?
140 milioni di dollari per una tela.

Antonella - M0m0bl0g

property of M0M0bL0G
21:49 / p-link / / commenti

Shade in Arcade

Partecipa anche tu allo sviluppo del sito!Manda un articolo su tutto ciò che per te riguarda l'arte, da quella figurativa a quella in "celluloide", passando per la musica. Ogni suggerimento è bene accetto...l'importante è che sia ORIGINALE!
m0m0blog@yahoo.it



Da aggiornare


MILANO, Palazzo Reale: Tamara de Lempicka - www.comune.milano.it/palazzoreale (05.10.06 - 14.01.07)


MILANO,Palazzo della Triennale: The Jean Michel Basquiat Show - www.triennale.it
(18.09.06 - 21.01.07)


BRESCIA, Museo Santa Giulia: Turner e gli impressionisti. La grande storia del paesaggio moderno in Europa - www.numerica.it/santagiulia (28.10.06 - 25.03.07)


BRESCIA, Museo Santa Giulia: Mondrian. 80 capolavori. - www.numerica.it/santagiulia (28.10.06 - 25.03.07)

da aggiornare

oggi
marzo 2007
febbraio 2007
dicembre 2006
novembre 2006
ottobre 2006
settembre 2006
agosto 2006
luglio 2006
giugno 2006
maggio 2006

arte in celluloide
artefotografica
artemide
artemisia
welcome

IULM

Disclaimer: "Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità. Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7.03.2001"

*loading*

layout © lysanda
host © splinder
template © The Bride